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domenica 11 novembre 2012 1.148 VISUALIZZAZIONI

Spending Review, chiuderanno 7 uffici postali tra cui uno ad Arpino

La scorsa settimana si è decisa la vertenza regionale sulla chiusura degli uffici postali, dopo una lunga trattativa si è riusciti a salvare solo cinque uffici dei dodici previsti, di fatto si procederà nell’immediato futuro alla chiusura degli uffici postali di Piedimonte San Germano 1, Abbazia di Montecassino, Cerreto di Vallerotonda, Colleberardi, Scaffa San Sosio, Selvacava e Valleluce. «Si è conclusa in maniera certamente non soddisfacente per la nostra organizzazione la trattativa regionale: la nostra segreteria regionale aveva ricevuto mandato di fronteggiare ad ogni costo la chiusura dei dodici uffici postali in provincia di Frosinone, ma l’azienda ha messo con le “spalle al muro” le organizzazioni sindacali costringendole ad una mediazione.» A sostenerlo è il segretario della SLC Cgil, Giuseppe Di Pede « di fatto si è salvato ciò che si è riusciti a tirar fuori tra le maglie del decreto Scajola, ossia gli uffici municipalizzati e quelli che distano dagli altri uffici postali più di quanto previsto dalla norma.» «Non c’è stata, lo ribadiamo alcuna valutazione della economicità di tali uffici, ma semplicemente la corrispondenza al dettato normativo» precisa Andrea Pantano, responsabile del settore poste della Cgil, «ci preme sottolineare questo fatto perché è importante ribadire che non c’è responsabilità alcuna da addebitare ai dipendenti che ogni giorno con grande senso di responsabilità lavorano in tali uffici. L’unica garanzia che possiamo dare a tali lavoratori è che non ci saranno esuberi né licenziamenti: siamo riusciti a strappare all’azienda anche l’impegno che verranno applicati negli uffici più vicini. Ciò, valutato il periodo di crisi che stiamo attraversando, non è vittoria di poco conto.» «Ci rammarica il fatto che nullo in questa partita sia stato l’intervento del mondo politico: i sindaci sono stati lasciati soli a fronteggiare anche questa emergenza che si trasformerà inevitabilmente in disagio per i cittadini, fra questi in particolare a subire le conseguenze dello scellerato piano aziendale ci sono i pensionati» continua il segretario Di Pede, «noi abbiamo fatto il possibile, la Cgil in provincia si è attivata subito, accanto a noi che seguiamo il settore, si è schierata la confederazione e lo SPI (il sindacato dei pensionati della Cgil). Insieme abbiamo incontrato i sindaci, abbiamo tentato in tutti i modi di ottenere lo spostamento della discussione in provincia, ma l’azienda è rimasta sorda ad ogni richiesta, anzi la Filiale di Frosinone ha più volte, mentendo, rassicurato gli amministratori sulle chiusure senza averne neanche la competenza. Ci domandiamo adesso come faranno a deresponsabilizzarsi davanti alle decisioni prese la scorsa settimana a Roma.»

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