giovedì 11 luglio 2013

SPIGOLATURE N. 3 (di Rodolfo Damiani) – “Abbiamo scherzato, i soliti bugiardini elettorali, i privilegi della casta alla grande, il Distretto e l’Ospedale di Sora: CHE DIO CE LA MANDI BUONA”

LA GIUSTIZIA A MISURA – A Roma, ai tempi del Papa Re, spesso succedeva che qualche incauto borsaiolo , scoperto, venisse picchiato dal derubato. Allora il farabutto cominciava a gridare per avere aiuto contro chi lo picchiava. Spesso i passanti impietositi  lo soccorrevano, come se fosse una povera vittima. Ormai tutti hanno capito che, in Italia, a piangere, a fare la vittima, a chiedere di essere distratto dal proprio giudice naturale, tacciandolo di essere di parte, si trova sempre qualche Anima Pia, che si schiera dalla parte del ricorrente. Nel salotto di un noto palazzo nobiliare romano i più uguali sentenziano “E’ bravissimo ESSE, noi non possiamo essere  giudicati come tutti gli altri, che cosa vogliono“. Avallando così  le furbate e i ricatti di chi, votato dai cittadini, ne usa dei mandati per imporre un modello di “Lei non sa chi sono io” volgare, ingiusto, dove libertà e diritto sono optional per gli altri, ma senza limiti per se stessi.  BENEDETTO ZIO GIULIO.

IL LAVORO – Piangere  per ingraziarsi gli altri vale soprattutto per i politici, ma altre categorie hanno ben compreso la lezione. Costoro continuano a danneggiare l’Italia per i loro interessi privati. Tutti i giorni esponenti di autorevoli consessi invocano a gran voce provvedimenti contro la disoccupazione, con un comportamento mistificatorio e fidando su complicità e inerzie sospette. Chiedere provvedimenti per combattere la disoccupazione, quali aumentare la flessibilità, diminuire contributi, dare retribuzioni vergognose è una provocazione. Questi signori invocano provvedimenti a loro vantaggiosi, ma non creano posti di lavoro, le richieste sono solo un alibi a coprire il ricorso alla forza lavoro di cittadini comunitari. A cui una sciagurata legge comunitaria assegna paghe e contributi da terzo mondo. Continuando a permettere  certi comportamenti  non si assumeranno più  giovani in Italia.

GLI AFFARI NOSTRI – Altro vizio nostrano, dopo la delocalizzione, il vendere senza nessuna remora i nostri asset più prestigiosi agli stranieri, con il risultato di depauperare l’industria italiana, che viene trasferita all’estero e lascia a spasso i nostri lavoratori: Videocolor, Terni, ora Loro e Piana. Non ho mai capito se lo Stato, il Governo, interviene in qualche modo, magari invocando l’Art. 41 della Costituzione, che contempla il caso di danno alla Nazione. Con questi principi in Italia non lavorerà più nessuno, ma non perché il lavoro costa troppo, ma perché GLI AFFARI NOSTRI SONO NOSTRI.

COSTITUZIONE – Invito i quattro lettori che resistono ad ascoltarmi a leggere l’art. 32 della Costituzione (tutela della salute) e magari collegarlo con l’art. 3 (eguaglianza dei cittadini) o con il 31 (maternità e infanzia) o con il 38 (inabili, invalidi, mutilati). I nobili concetti in questi sostenuti andrebbero verificati con il modo di fornire l’assistenza sanitaria. Le tutele sono tutti i giorni decurtate, mentre anneghiamo in un mare di truffe, di comportamenti perseguibili, di spese censurabili a naso. Basti pensare ai falsi invalidi, ai farmaci  prescritti a morti, analisi prescritte a ignari pazienti, acquisti di materiale d’uso a prezzi d’affezione, appalti a percentuale, costi di assistenza su cui andrebbe posta maggiore attenzione, mancata programmazione  delle priorità e riorganizzazione della filiera. Quanto sopra produce carichi eccessivi sui sanitari onesti, la stragrande maggioranza. Rendite parassitarie ai sicofanti di turno. Spese eccessive e aleatorietà delle tutele ai cittadini, che sono anche incolpati di ricorsi impropri. Nel Lazio siamo alla vigilia di conoscere gli indirizzi della sanità marcata Zingaretti. Speriamo che le prime notizie siano false, altrimenti i proverbi noti riferiti ad eventi si dovrebbero leggere “Tanto tuonò… che non piovve”  e “ La montagna…  non partorì neanche un topolino”. Abbiamo scherzato, i soliti bugiardini elettorali, i privilegi della casta alla grande, il Distretto e l’Ospedale di Sora: CHE DIO CE LA MANDI BUONA.

Comunque state saldi: NO PASERAN, NON PRAEVALEBUNT, DEMOFILO.

Rodolfo Damiani

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