18 luglio 2014 redazione@sora24.it
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SPIGOLATURE PRO OSPEDALE (di Rodolfo Damiani)

Oggi 16 luglio dell’anno di… si è tenuta la manifestazione con corteo da Madonna della Neve alla A.S.L. di Frosinone.

La temuta marcia su Frosinone a piedi da Sora e da Alatri è stata disinnescata provvidenzialmente dalla Questura per motivi di sicurezza, che sono reali, anche se da più parti si bisbigliava che il provvedimento era molto gradito nel palazzo, la solita cultura del sospetto.

A Sora gran fermento, fin dalle sei della mattina, per dissuadere per quanto possibile i “maratoneti della salute” ad intraprendere la performance e far trovare i firmatari della richiesta delle autorizzazioni invischiati nelle pastoie dei regolamenti di Polizia, nel caso specifico: Roberto Sarra, Augusto Vinciguerra e Rodolfo Damiani.

Dimostra, comunque, un atteggiamento responsabile e non prevenuto da parte delle Forze dell’Ordine il seguire con attenzione le fasi che hanno portato al concentramento alle porte di Frosinone di un nutrito gruppo di dimostranti dialogando con loro e controllando con intelligenza le fasi tiepide di tutta la manifestazione, meritano certamente un encomio.

Probabilmente l’incertezza del tempo ha sconsigliato qualcuno dal partecipare, ma sul rettilineo della Monti Lepini il corteo si sgranava per oltre 300 metri, validando una stima di almeno 1.000 partecipanti. Sono pochi? Sono tanti? Il numero è relativo, è la verità che testimoniano che conta.

Tutto sommato sembrava una grande festa, la festa della democrazia diretta, della partecipazione ad un’azione per uno scopo unificante fuori dagli schemi partitici. Striscioni di proposta, grandi cuori rossi ostentati dai dipendenti degli ospedali, donne in tuniche bianche crociate di rosso, fischietti, trombe bitonali e tanto cameratismo, il Comitato dei Comitati e i Sindaci con la loro fascia in rappresentanza del territorio, certo ne erano stati invitati 91. Chapeau a quelli che hanno testimoniato.

Percorso tranquillo e bagnato, poi il faccia a faccia con la controparte, accolta con grida da Termidoro e inviti ad andare in ferie. Malgrado i lineamenti tirati e un sorriso forzato a volte sulla bocca, bisogna dare atto alla Manager di buone doti di incassatrice e grande dignità.

Interventi che via via divenivano, dopo i primi, piatti, pletorici e ripetitivi. Inevitabile, visto che erano stati tollerati simboli partitici, che qualcuno si posizionasse sopra le righe, che qualche altro cercasse visibilità e affiorasse qualche incomprensione “è il bello della diretta”, la prova della capacità e maturità di chi organizza (spero che nessuno la prenda male: sono solo consigli per migliorare quanto è già buono) e gli incerti delle assemblee aperte.

Visto che sto assumendo il ruolo di Grillo Parlante, vorrei dare atto al Sindaco di Sora che la frase, di cui si è risentito, non è assolutamente riferibile ai suoi comportamenti costruttivi, propositivi, di assoluta convergenza di azione con il Comitato. E’ uno che ci ha messo la faccia, né credo che chi ha usato le espressioni incriminate intendesse censurarlo. Del suo impegno puntuale e costante con me ne danno testimonianza molti altri.

Vorrei anche sottolineare la presenza della Segretaria del Circolo PD di Sora, che testimonia della sua onestà intellettuale e fa uscire i democrat sorani dal limbo in cui si erano ritirati. Brava Tiziana, il confronto dialettico è il sale della politica, il lievito della democrazia, l’esaltazione della libertà.

Con un bagaglio positivo la manifestazione chiudeva i battenti, ma qualcuno memore, fuori tempo, del libro Cuore, ha chiesto che i convenuti votassero che la Manager prendesse la parola. Tra qualche polemica vincevano i sì. A questo punto ci dobbiamo interrogare sull’incoerenza tra gli anatemi ripetuti per tutta l’assemblea e il finale buonista. Il valore del gesto ha significati politici ovvi, la Manager è rientrata in giuoco e con grande coraggio, bisogna dargliene atto, ha riproposto le sue ricette, rigettate fino alla noia e ha riformulato le sue promesse, che tutti gli oratori avevano tacciato di velleitarismo, anche Picchi qualche volta faceva autogol.

Per chiudere una grande giornate, qualche tentativo di distinguersi, qualche atteggiamento pretenzioso, mali di gioventù, in attesa che esca dal letargo il convitato di pietra. Avanti insieme, se si vince si vince tutti.

Rodolfo Damiani

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