«Anche a Sora coloro i quali si riconoscono, pur nella confusione attuale del PD, in qualche modo vicini al partito, esprimono i concetti esposti nell’articolo. La forma, nei tempi civili, era il velo verginale dietro cui si nascondeva la sostanza , spesso al naturale impresentabile. La presupponenza di una classe politica che si arroga un potere che non ha più, perché ha esaurito la riserva di comprensione dei cittadini, è ormai approdata a non avere il minimo pudore nel presentare le cose più aberranti.
Tutti abbiamo sotto gli occhi il disastro del PD in provincia di Frosinone , ma si continua ad andare avanti come se non fosse successo niente, anzi imponendo il perpetuarsi di comportamenti dirigistici. Due personaggi, testimoni di un dualismo pernicioso, dovrebbero meditare a lungo sull’accaduto e sul regresso dell’appeal del PD. Se fossero coerenti , si osserva da più parti, dovrebbero rimettere i mandati, dando a forze nuove l’opportunità di ricostruire la fiducia dei cittadini , sgombrando il campo dalle ipoteche del passato.
Ebbene, senza alcuna consultazione, incontro, presa d’atto o altro passaggio democratico il Circolo di Sora è stato commissariato, il gruppo dirigente locale messo in stand by e sostituito con i due personaggi, che tutti ritengono incarnare le divisioni che hanno azzerato il partito sorano. Quali risultati potranno ottenere coloro i quali hanno avallato le divisioni e hanno creato le condizioni di un PD con percentuali da prefisso telefonico , senza simbolo e con suoi autorevoli esponenti a impinguare le liste più disparate.
Senza alcun tentativo serio di individuare tutti insieme una piattaforma su cui riconoscerci e per cui valesse la pena battersi. Sarà difficile ricomporre il gruppo avvicinando i simpatizzanti della diaspora a cui si è rivolto disprezzo, incomprensione e rifiuto di un confronto dialettico. Certo così operando, sulle vecchie posizioni, il Commissariamento non cercherà le cause, perché potrebbero essere scomode per qualcuno, e dovrebbe chiudersi, nelle intenzioni, con qualche cambio di facciata senza incidere su scelte politiche deleterie che vanno dal fallimento in Sanità , da una tassazione che sottrae risorse produttiva, da politiche del lavoro funzionali solo agli interessi degli imprenditori, da una evasione fiscale che è frutto, come alcuni insinuano, anche di complicità istituzionali , dalla mancata valorizzazione dei giovani, costretti a fare i migranti perché in Italia una classe imprenditoriale rapace ha di fatto decretato lo sciopero degli investimenti.
Non vorrei dimenticare le banche che speculano con i nostri sudati risparmi e su una casta che nel mentre impone ai cittadini sacrifici estremi , continua a massimizzare le sue prerogative. Infine la menzogna paradigmatica , la paranza legge elettorale e riforme costituzionali non servono alla semplificazione e al minor costo della politica, servono a consegnare il potere in mano a qualcuno per far si che governi senza essere infastidito dalle lungaggini dei confronti democratici e attenuando il valore democratico del voto.
NO PASERAN NON PRAEVALEBUNT»
Rodolfo Damiani




