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SPIGOLATURE XXIII (di Rodolfo Damiani): “Auguri in zona Cesarini”

AUGURI ai miei quattro affezionati lettori, in zona Cesarini. Mio malgrado ho dovuto godere del cenone (si fa per dire) di Natale offertomi presso la Chirurgia del SS. Trinità (meno male che ancora c’è). Trasportato al Pronto Soccorso, domenica mattina all’alba, visitato in tempo reale, portato in Sala Operatoria  e alle ore 10.30 ero sistemato in modo confortevole nel mio letto di degenza. Questa è la Sanità che tutti vorremmo, probabilmente ho sfruttato una serie di circostanze favorevoli, concomitanti con una urgenza vera e l’ alba della domenica. Sottolineo la completa disponibilità, efficienza  e sostegno psicologico da parte del personale medico e paramedico del P.S., della Anestesia e Rianimazione, e della Chirurgia. GRAZIE a tutto il personale. Credo che insieme cittadini e Operatori sanitari possono ancora far si che , come me, tutti abbiano un’assistenza a misura d’uomo. Ho letto la pacata presa di posizione di Roberto De Donatis, che ha stigmatizzato alcune cose: il perdurare della bipartizione della sanità Cassino  Frosinone, la necessità legislativa di abrogare il decreto Polverini, mettere 130.000 cittadini in condizioni di essere assistiti. Concordo pienamente e aggiungerei dell’altro: il personale non può all’infinito sopperire ai vuoti di organico, la struttura non può ignorare la piccola manutenzione che porta poi il degrado ambientale e strutturale, troppe promesse fanno dubitare anche delle cose vere. Vi ricordate Radiologia Interventistica, ricordate la ricostruzione della pianta organica di Urologia, e potrei andare avanti all’infinito; tutti problemi che non si risolvono con le visite estemporanee di qualche Onorevole in cerca di popolarità, il cui alibi è  che non conoscono il problema e sarebbe il caso di fornire delle note in proposito per capire e poi parlarne. E’ una farsa, chi non sa cosa viene a fare, se avessi una lira per ogni parola delle relazioni inoltrate negli ultimi 5 anni sarei milionario, ultima considerazione la Sanità intesa come finanza, organizzazione generale, regole e tempi non è un problema di una categoria professionale è di tutti i cittadini è ovvio che gli aspetti legati alle specificità vanno studiate con le specificità, per essere chiari la Sanità non è il contratto o il regolamento professionale è anche questo.

EBOLI  PROVINCIA  DI PRATO
Autority, commissioni, ispettori, comuni con i loro regolamenti borbonici, irruzioni, giudici e preture mobilitati, per trovarci alla fine additati alla vergogna del mondo. Non siamo riusciti ancora a conoscere i nomi dei sette morti, non è bastato, ci sono dei politici che ancora oggi a tragedia calda parlano di rilancio del lavoro diminuendo, perdon flessibilizzando le tutele dei lavoratori e semplificando la burocrazia. Conoscete qualche ragazza che fa la commessa, conoscete qualche laureato che ha vinto uno stage o ha trovato posto in un call center chiedete cosa vale il contratto di lavoro e come sono retribuiti e quando ricevono il salario.
Il lavoro subordinato sembra troppo spesso essere un regalo, di un padrone angelo che ti tiene perché è buono. Questa è la chiave di volta del crollo della domanda interna, chi non ha soldi non può spendere,  se non c’è chi compra  cosa fa chi vende , il padrone Buridano ha convinto  il lavoratore a non avere quasi reddito e ha ucciso non l’asino ma lo stesso processo produttivo.
Stiamo tornando alla servitù della gleba. Sarno, Nardò, Prato sono aspetti di uno stesso fenomeno, ci vorrebbe più Stato non quello che abbiamo , che non persegue gli evasori fiscali e  continua pervicace e ignaro degli elettori a mantenere prebende e vantaggi. La Spagna , ricordate quella Nazione che il nostro Presidente del Consiglio e il ministro delle Finanze (creative) irridevano perché aveva la crisi mentre noi non eravamo coinvolti, è ora in ripresa con sacrifici anche degli operai ,con cambio di regole , possono scendere i salari ma debbono scendere anche i prezzi, non può essere che fatta 100 la retribuzione operaia, quella manager-politici dirigenti di stato è 3500, non è possibile che chi si è arricchito speculando non paghi tasse perlomeno pari a chi investe, non è ammissibile che “manager” che hanno affossato aziende abbiano  premi e liquidazioni da nababbi.
Si ad un nuovo patto sociale, dove le flessibilità siano regolate, studiamo per tutti una nuova struttura del salario, che valga per tutti e rinegoziamo i termini di restituzione del debito, gli interessi sui titoli di stato non possono essere il premio a chi specula, tassare le transazioni in borsa come tutti gli atti commerciali.

ITALIA
Mi sono più volte posto una domanda “oggi siamo in regime extraparlamentare, in regime extrapartitico o postpartitico”
Guardiamo i dati del problema, nessuna differenza ideologica, i leader in carica sono Letta, Alfano e Renzi  una solo cosa in comune sono ex democristiani formato tardo impero. Chissà se pensano… Fortuna che c’è Bergoglio!!!
Consideriamo i tre leader fuori del Parlamento Berlusconi ope legis, Grillo per sua volontà, Renzi in attesa di… Tutti e tre incarnano tipi di malessere e di insoddisfazione della nostra società, tutti e tre possono rendere instabile una democrazia senza appoggio convinto degli elettori. Si attacca Napolitano perché è l’unico in cui il popolo potrebbe riconoscersi. Ripartiamo dai fondamentali: riallineamento di salari e indennità siano da lavoro o da attività politica; riduzione degli organi rappresentativi; fare politica non può essere un lavoro retribuibile a tutti i livelli; legge elettorale in cui il cittadino determini le scelte dei suoi rappresentanti; regolare gli accessi ai fondi pubblici per le spese di ruolo;  integrazione fra scuola e officina; chi ha soldi dallo stato a titolo sociale deve essere a disposizione dello stato , salvo i casi di invalidità vera; le banche debbono fare le banche non gli speculatori; regole per gli appalti; lotta all’evasione vera ; rivedere le prerogative di imposizione e di spesa delle Regioni;mi viene da ridere chiudere gli enti inutili, soprattutto quelli già chiusi.

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