“Stato di salute del Liri”: la Consigliera Serena Petricca controreplica al Sindaco di Sora Roberto De Donatis

«Il problema degli scarichi abusivi nel nostro verde Liri è un’eventualità tutt'altro che remota, come dimostrano i fatti del 28 maggio scorso»

Riceviamo e pubblichiamo la controreplica della Consigliera Serena Petricca alle dichiarazioni del Sindaco di Sora (clicca qui per leggerle).

«La montagna ha partorito il topolino. Le risposte a qualsiasi contestazione ormai sono sempre le stesse: il sindaco Roberto De Donatis invece di preoccuparsi della salute dei cittadini e dell’esigenza di prendere decisioni concrete, oltre che di informarli adeguatamente circa gli accadimenti che coinvolgono la città anche in maniera seria e preoccupante, rimarca con molto rancore le trascorse vicende politiche; dimenticando però che le frequenti passerelle a cui fa riferimento erano frutto della sua stessa indisponibilità, altrimenti detta indifferenza.

Atteggiamenti, questi, che testimoniano oltretutto una carenza di adeguate argomentazioni: facendone una questione personale e politica, contrariamente al suo obiettivo, De Donatis mette in risalto esclusivamente la sua totale incapacità a fornire risposte tangibili su argomenti specifici, portati alla sua attenzione dagli oppositori politici. Confermata dalla sua ultima dichiarazione a mezzo stampa, nella quale, in replica alle mie, parla di informazioni informalmente apprese. Dunque, la massima autorità del territorio comunale in materia igienico sanitario, come lui stesso si definisce tra le righe indirizzate ai quotidiani, non si è preoccupata né ha la forza politica di esigere informazioni più circostanziate e formali circa lo sversamento di materiali inquinanti nel suo fiume? Ora capiamo perché anziché dare spiegazioni in merito alle misure di sicurezza e prevenzione da far approvare nei tavoli tecnici, o di diffondere il reale e completo esito delle analisi, rassicurare la popolazione circa l’andamento delle indagini, sottoscrivere protocolli più scrupolosi a cui la Conca di Sora debba attenersi in via preventiva, il primo cittadino si cala nei panni del professore, elencando soltanto fatti già noti a tutti, purtroppo senza insegnare nulla di nuovo. Forse perché neanche lui effettivamente sa? Eppure sulla stampa, il 28 agosto scorso, si parlava di “presenza significativa di Alluminio, Ferro e Manganese” in un articolo che lo coinvolgeva e nel quale è intervenuto con proprie dichiarazioni, ma che non ha suscitato altrettanto veleno nei confronti dell’ autore. Al contrario di quanto l’architetto abbia tentato di far passare, le intenzioni che hanno mosso il mio intervento non erano di creare allarmismo o infangare l’immagine del territorio, bensì invitare De Donatis a una maggiore consapevolezza, che purtroppo sta dimostrando sempre più di non avere affatto.

Il problema degli scarichi abusivi nel nostro verde Liri è un’eventualità tutt’altro che remota, come dimostrano i fatti del 28 maggio scorso. Quello del ritrovamento dei liquami e dei fanghi però, è solo la punta dell’iceberg, arrivata a galla – è proprio il caso di dirlo – quando ormai era troppo tardi: la stampa infatti ci ha informati fin troppo spesso, nel tempo, di episodi simili anche se di minore entità. La chiazza melmosa, se così vogliamo chiamarla, è stata trascinata dalla corrente fino allo sbarramento, questo potrebbe lasciare supporre che non solo le acque espurgate siano state contaminate lungo il tragitto a valle, bensì anche quelle che defluendo ne entravano in contatto. Quindi fino al blocco dell’attività irrigua, causata dall’avvistamento, potrebbero essere finite nei rubinetti della Conca anche sostanze nocive. Il sindaco si sarebbe dovuto attivare anche per capire se ciò fosse vero e se da questa eventualità possano derivare danni a lungo termine, sull’ambiente come per la salute dei consumatori dei prodotti ortofrutticoli. La profusione messa in atto dalla Conca di Sora per affrontare le circostanze avverse, per quanto possano essere costate all’ente, dovevano essere estese anche alle terre che potrebbero essere state altresì contaminate. Per quanto inaccettabili, bisogna essere sempre pronti e prudenti verso nuovi episodi di inquinamento. L’uso del depuratore, intensificare l’attività di analisi a campione della Conca anche lungo gli argini, per circoscrivere le zone oggetto di scarico da monitorare nel futuro ad esempio attraverso l’uso di foto trappole, l’Impiego di telecamere termiche su droni per l’individuazione di scarichi abusivi puntuali e persistenti: queste dovrebbero essere le risposte che un vero sindaco dà per eccepire a chi contesta il suo immobilismo. Senza dimenticare che per quanto solerti e in buona fede, l’esito di analisi commissionate a laboratori privati, i cui valori non rientrano completamente nell’accreditamento del laboratorio stesso, non possono essere letti con gli stessi occhi con cui si leggerebbero, invece, esiti di analisi eseguite da laboratori di Amministrazioni Pubbliche.

L’augurio, dunque, è che se in questa occasione i panni del professore gli siano calzati troppo stretti, almeno nel fare propri i suggerimenti degli altri De Donatis si sappia distinguere».

Ufficio Stampa – Avv. Serena Petricca

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