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Strage di Brindisi: L’assassino non si trova, brigate rosse e mafiosi prendono le distanze. Verità per Melissa, niente misteri (di Sacha Sirolli)

“Non sono certo gli studenti o i lavoratori i nostri obiettivi”. Con queste parole le Brigate Rosse prendono le distanze dalla strage di Brindisi. La missiva, firmata Brigata Gino Liverani Diegò, è stata recapitata per posta alla sede Ansa di Ancona. Indagini sono in corso per stabilire l’attendibilità della lettera

Nei giorni scorsi intanto anche la Sacra corona unita si è dissociata a quanto pare dall’ultimo attentato in cui ha perso la vita la povera Melissa Bassi, 16 anni, di Mesagne e si rende disponibile ad individuare il vero responsabile.

In parole povere sembra che mafia e terroristi non ci stanno a fare da capro espiatorio. Perchè far saltare in aria ragazzine inermi all’entrata di scuola non rende popolari tra la gente, nè mafiosi, nè terroristi.

E allora chi il colpevole? C’è un uomo in un video. Un maniaco isolato del posto?  O un professionista venuto da fuori, magari con dei complici ed un piano ben organizzato per seminare terrore e distogliere l’attenzione in un momento di massimo fervore?

All’indomani dei funerali di Melissa Bassi, l’Ansa fa sapere che le indagini procedono, per strage con finalità di terrorismo, ma la svolta sperata dopo la rivelazione del video con le immagini del presunto dinamitardo non c’e’ stata, ne’ – precisa la Questura di Brindisi – ci sara’ nelle prossime ore.  Un uomo, interrogato come testimone, e’ stato rilasciato.

Bisogna fare subito e dare delle risposta ai genitori di Melissa Bassi, alle altre ragazze ferite nell’attentato e a tutti gli italiani. Perchè Melissa non merita che i suoi carnefici restino ignoti come gli autori di altre stragi in Italia.

Il direttore responsabile di Sora24 – SACHA SIROLLI 

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