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Suor Rosella è tornata a casa. Centinaia di persone alla camera ardente, attesa per il funerale a Sora

Alle 18 circa di stasera il feretro della missionaria di Carnello di Sora, Suor Rosella Soressi, è tornato a casa. Lunedì 15 settembre alle ore 15 nella chiesa di Santa Restituta si svolgeranno le esequie della religiosa curate dalla ditta Lorvin. Intanto ieri, per pregare la religiosa morta il 5 novembre in un incidente stradale a 200km da Bucarest, in Romania, centinaia di persone hanno affollato la chiesetta delle Suore operaie di Gesù, presso l’Istituto San Giuseppe in località di Sant’Altissimo ad Arpino. Gente comune, consorelle, religiosi e politici. Che hanno ascoltato le toccanti parole della Superiora, Suor Franca. Quest’ultima ha spiegato le cause che hanno portato allo scontro frontale tra l’auto guidata da Suor Rosella e un furgoncino farmaceutico. L’impatto è stato fatale alla missionaria, mentre è uscito miracolosamente illeso dallo schianto il conducente del furgone. “Il cuore di Suor Rosella è scoppiato – ha spiegato Suor Franca – L’avevo sentita al telefono due giorni prima della tragedia. Per la prima volta in vita sua mi aveva detto di sentirsi stanca, affaticata”. La religiosa, nata 52 anni fa a Carnello dove vive ancora la sua famiglia, dal 1992 era impegnata in Romania in opere di bene. Raccogliendo la beneficenza in tutta Italia e anche di alcune aziende locali, imprenditori e gente comune del sorano, aveva costruito dal nulla a Bucarest una casa di 5 piani. Qui ospitava i bambini poveri e le persone bisognose. Per tanti anni con la sua macchina Suor Rosella ha attraversato la Romania per portare cibo e soldi agli indigenti. “Così è stato anche il giorno dell’incidente – ha confermato Suor Franca – Era in viaggio da 5 ore per portare aiuto alle persone bisognose quando il suo cuore non ha retto. Dopo lo schianto nella sua macchina i soccorritori hanno trovato 60 panini per sfamare i poveri e dei soldi da destinare ai bambini. Suor Rosella ha dedicato la sua vita ad aiutare gli ultimi e gli indifesi”. Fuori dentro e fuori la chiesetta tante persone che conoscevano bene la religiosa. “Siamo cresciuti insieme a Carnello – racconta Gianni il poliziotto – lei abitava nella casa di fianco, eravamo nella stessa classe a scuola. Poi a vent’anni le nostre strade si sono divise. Io sono entrato in polizia, lei prima ha lavorato all’ospedale di Sora come infermiera poi ha avuto la vocazione”. Una vocazione forte e profonda che l’ha portata migliaia di chilometri lontano da casa per aiutare con spirito cristiano il prossimo. “Sul computer – conclude Gianni – ho le foto della casa che Suor Rosella ha fatto costruire in Romania per ospitare gli orfani ed i poveri. Era instancabile, girava tutta la Romania per aiutare i bisognosi, andava a dormire tardi e si svegliava alle 4 di mattina per seguire le sue opere di bene. Sono stato anch’io con lei in Romania portando degli aiuti da qui. Un altro mondo, difficile, come l’Italia del dopoguerra, ad eccezione di Bucarest. Suor Rosella, con grande sacrificio fisico ed intellettuale, ha affrontato casi delicati ed ha fatto tanto bene per quel popolo, ormai dopo 20 anni era una di loro”.

A conferma di ciò l’ex assessore di Arpino Antonio Venditti dice: “Al suo funerale a Bucarest c’erano migliaia di persone. Sono giunte da tutta la Romania, poveri che hanno portato fiori al loro angelo”. Anche Venditti è stato in Romania con la religiosa sorana, aiutandola attivamente per anni nelle sue opere di solidarietà. “Aveva detto che la sua missioni lì ormai era conclusa, il suo sogno era quelli di andare in Africa”.

Il direttore responsabile di Sora24 – SACHA SIROLLI

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