6 giugno 2012 redazione@sora24.it
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TERREMOTO DELL’ AQUILA – 5 persone a giudizio per il crollo del palazzo di Giulia Carnevale

Svolta nell’inchiesta sul crollo del condominio al civico 79 di via XX Settembre, all’Aquila, uno dei più gravi, nove morti, tra cui la studentessa ciociara Giulia Carnevale, con il rinvio a giudizio dei cinque indagati, contro i sette iniziali, individuati nella fase di incidente probatorio: tra loro costruttori e progettisti di un edificio sorto accanto a quello crollato. “E’ importante – dice Giulio Carnevale il papà della studentessa laureata alla memoria in ingegneria edile architettura – perché per la prima volta a L’Aquila si è riuscito a far chiarezza su un crollo dove la responsabilità non è attribuibile tanto al sisma ma bensì a una costruzione che presumibilmente ha contribuito con il proprio martellamento al crollo del palazzo. Sono veramente soddisfatto del lavoro fatto dalla magistratura. I pm hanno fatto giustizia per mia figlia e le altre 8 vittime; il capo d’imputazione è omicidio plurimo colposo, mi auguro che le nuove costruzione anche in Emilia si facciano con responsabilità. Quello che è successo a L’Aquila e in Emilia non deve più succedere, anche perché le nuove norme antisismiche sono veramente efficienti mentre spesso per superficialità o per fretta forse non vengono rispettate”.

I garage di quel nuovo fabbricato a confine dove c’era il palazzo abitato da Giulia Carnevale avrebbero indebolito l’ala nord della casa crollata in cui è deceduta la studentessa arpinate di 22 anni: questa l’ipotesi su cui hanno insistito nell’udienza preliminare, ieri, il pm titolare dell’inchiesta Fabio Picuti e le parti civili, dinanzi il gup del Tribunale dell’Aquila Giuseppe Romano Gargarella. A processo i costruttori Francesco Laurini, 55 anni, di Magliano de’ Marsi (L’Aquila), coamministratore della società Belvedere proprietaria e committente dei lavori, e Armido Frezza, di 64 anni, aquilano, socio di Laurini, ex presidente Ance e impegnato nella ricostruzione, Diego Scoccia di 56 anni, progettista e direttore dei lavori, Pietro Paoloni di 57, entrambi di Rocca di Mezzo (L’Aquila), anche lui progettista architettonico e direttore dei lavori ed Enrico De Cristoforo di 56 anni di Avezzano (L’Aquila), collaudatore statico.

Sono tutti accusati di omicidio e disastro  plurimo colposo e lesioni gravi. In particolare Laurini e Frezza sono accusati di aver realizzato un giunto sismico tra le strutture del nuovo edificio e le strutture dell’edificio a confine, poi crollato, non rispettando la distanza minima, così da determinare il “martellamento” degli stessi, e un incremento delle sollecitazioni dei due edifici a causa del sisma. Sempre a entrambi viene contestato l’aver realizzato nel seminterrato dei box auto che hanno amplificato il moto sismico con maggiore scuotimento dell’edificio crollato. Analoghe contestazioni sono state sollevate a Scoccia e Paoloni. Infine a De Cristofaro viene contestato il non aver rilevato la non adeguatezza della posizione del giunto sismico tra i due edifici. L’udienza dibattimentale è stata fissata per l’11 gennaio 2013.

Il direttore responsabile di Sora24 – SACHA SIROLLI

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