25 luglio 2012 redazione@sora24.it
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Tersigni, il gruppo dei tre e il quarto uomo: dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io… (di Sacha Sirolli)

Finalmente Ernesto Tersigni ha fatto venire i nodi al pettine. A un mese dall’assenza dei consiglieri comunali di maggioranza Salvatore Meglio, Antonio Farina e Serafino Pontone Gravaldi dal consiglio comunale sul bilancio il sindaco ha messo alla porta della sua maggioranza i tre. “Non siete affidabili”, il succo del discorso di Tersigni nelle comunicazioni del sindaco nell’assise in cui si è votato il nuovo presidente dell’Ambiente Spa, il 37enne Daniele Tersigni, qualificato giovane professionista di Sora forse sponsorizzato dal vicesindaco Vittorio Di Carlo pidiellino d’aria Fiorito. Ernesto Tersigni ha confermato la famosa legge non scritta della politica che chi non vota il bilancio è fuori dall’amministrazione. Nulla di nuovo sotto il sole.

Anche la denuncia pubblica in consiglio comunale che i tre, dopo non aver partecipato alle riunioni di maggioranza, avrebbero fatto pressioni per avere delle poltrone da Tersigni e la testa del presidente del consiglio Giacomo Iula, non mi meraviglia per via del famoso articolo del fanciullino. Così fan tutti, la politica è questa. Perciò non mi scandalizzo che Tersigni si sia parato le spalle e pure qualcos’altro in tempi utili togliendo le deleghe il 7 luglio a Pontone e Farina per girarne alcune a Corona. Quest’ultimo dal prossimo consiglio potrebbe sedere tra i banchi di maggioranza dopo aver mostrato unità d’intenti con l’amministrazione Tersigni. Resta da vedere dove siederanno Salvatore Meglio, Farina e Pontone. Con questo rispondo al dottor Pellegrini, leader di Sel a Sora, uscito un po’ nauseato dall’ultima assise per via di tale traffico di poltrone (paventato) e tourbillon di deleghe tolte (ai tre malpancisti) e date (a Corona) dal sindaco.

Il leader di Sel, come altri rappresentanti del centrosinistra consiliari ed extraconsiliari accusano Tersigni di essere caduto in troppe contraddizioni nell’ultima assise, in primis negando la filiera pidiellina. In verità Tersigni con l’operazione Corona ha fatto quello che farebbe qualsiasi sindaco: blindato la sua maggioranza per garantirsi la governabilità della città. E da indiscrezioni vorrebbe/potrebbe continuare a pescare consiglieri di minoranza, di nuovo dall’area dei distefaniani (Lino Caschera docet), per dormire sonni ancor più tranquilli. Ciò che dovrebbe preoccupare il sindaco (o già lo preoccupa) è il quarto uomo. Quell’Enrico Giovannangeli, mi dicono uomo influente nel Pdl, già deus ex machina dell’eccezionale exploit di Giorgio Rea alle ultime comunali, assessore defenestrato proprio da Ernesto Tersigni. Secondo le parole del sindaco sarebbe stato lui, il quarto uomo e sottile tessitore, a chiedere le famose poltrone per il gruppo dei tre.

Insomma se qualcuno aveva dubbi ora è ufficiale che lo scontro nel centrodestra sorano si sposta dall’asse Tersigni-Di Stefano (distratto dalle sirene della Regione e forse pure della possibile candidatura a parlamento o senato) a quello Tersigni-Giovannageli. “Abbiamo un progetto politico”, ha esclamato fuori la sala consiliare Farina davanti a molti, denunciando il fatto che con il sindaco non c’è stata possibilità di contraddittorio in assise. Perciò ripeto: i numeri per governare il sindaco ce li ha. Adesso bisogna stabilire solo se i suoi nemici o ex amici (che abbiamo scoperto non sono né i distefaniani, né di sinistra) siederanno tra i banchi di maggioranza o di opposizione nella prossima assise per attuare il loro progetto politico. Che probabilmente include l’annientamento dei fratelli Tersigni, per carità politicamente parlando s’intende… E la città di Sora? Prima le guerre di palazzo please.

Il direttore responsabile di Sora24 – SACHA SIROLLI 

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