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Tratta ferroviaria Avezzano – Sora – Roccasecca… ultimo binario? (di Mike Di Ruscio)

Torna di nuovo all’attenzione dell’opinione pubblica il rischio della chiusura della tratta ferroviaria Avezzano – Sora – Roccasecca. Pochi giorni fa un nostro lettore ha segnalato alla Redazione, attraverso la nostra pagina Facebook, il rischio di chiusura dopo la pausa estiva:

[blockquote style=”style-1″ icon=”none”]Carissimi, da alcuni post pubblicati da alcuni utenti (peraltro non estranei ad ambienti più schiettamente amministrativi) su forum di appassionati di ferrovie, a quanto pare dopo la chiusura estiva programmata per i soliti inesistenti lavori di manutenzione la ferrovia Avezzano Roccasecca non riaprirà. Nella speranza che si tratti di voci prive di fondamento, chiedendovi scusa se uso la vostra pagina Facebook a mo’ di megafono, ritengo opportuno che gli amministratori locali si interessino (come già avvenuto negli anni passati) presso le Regioni Lazio e Abruzzo e Trenitalia per verificare innanzi tutto se tali voci sono fondate e, nella malaugurata ipotesi in cui ciò sia vero, si impegnino a difendere ancora una volta l’ennesimo servizio pubblico locale portato sul patibolo. Oltre, ovviamente, a coinvolgere la popolazione sorana, spesso solamente interessata ai tempi di attesa ai passaggi a livello, a difendere un mezzo che assicura la mobilità non solo nostra ma di buona parte del nostro territorio. Eliminare il mezzo di trasporto su ferro (e i negativi aggiustamenti di orario degli ultimi anni, con soppressioni e modificazioni fatte senza alcuna logica, spesso mai contestati da chi ne aveva il potere, hanno senza dubbio contribuito alla disaffezione locale verso il treno) significa aumentare il traffico delle nostre strade (vogliamo parlare della superstrada Avezzano-Cassino?). Aumentare il traffico sulle strade significa aumentare il rischio di incidenti e, quindi, la spesa pubblica sanitaria. Ma si sa, chi ricopre ruoli di vertice spesso ragiona per comparti stagni… Sinceramente dopo la vicenda ospedale, dopo la vicenda Tribunale, non sopporto che il nostro territorio rischi di perdere anche la ferrovia, sulla base dell’insulso principio per cui la prima cosa ad essere ridimensionata in caso di carenza di fondi sono i servizi pubblici. Se si tratta di dare battaglia, io ci sono. Voi?[/blockquote]

In Abruzzo, come è possibile leggere da un articolo di Marsicalive – Trasporti, niente investimenti sulla Avezzano-Roccasecca. D’Amico lancia la vertenza – alcuni amministratori si sono attivati per fermare l’eventuale rischio. Difatti, pochi giorni fa c’è stato un faccia a faccia tra l’assessore regionale Giandonato Morra e l’assessore ai lavori pubblici Angelo Di Paolo, il vice presidente del consiglio regionale Giovanni D’Amico e i consiglieri Giuseppe Di Pangrazio, Gino Milano e Luca Ricciuti e dei delegati del comitato territoriale: l’assessore ai trasporti del Comune di Avezzano, Roberto Verdecchia, il sindaco di Civita d’Antino, Sara Cicchinelli e di Canistro, Antonio Di Paolo.

Sempre da Marsicalive si apprende che: “Rete Ferroviaria Italia ha dichiarato esplicitamente di non avere risorse per gli investimenti in manutenzioni straordinarie, necessarie per l’efficienza della linea, per cui appare scontata  la sospensione definitiva del servizio dopo la pausa estiva”.

Se queste voci dovessero tramutarsi in realtà, credo sia opportuno iniziare ad allacciare rapporti con i nostri vicini, per cercare di intervenire e trovare una soluzione che dia la possibilità alla nostra tratta di tornare ad essere efficiente. Non a caso, vorrei portare all’attenzione dei nostri lettori alcuni spunti significativi sulla questione, partendo dalla prefazione del libro: “Per i cento anni della ferrovia. Il treno delle due valli – Cento anni sulla linea Avezzano – Roccasecca”.

[blockquote style=”style-1″ icon=”none”]Le celebrazioni allo scadere dei cento anni di esercizio di una linea ferroviaria hanno valore solo se contribuiscono a delineare un futuro di progresso e di nuova vitalità. Questo il senso politico di una rievocazione che non può limitarsi all’aspetto storico, pur di grande importanza, ma che deve fornire l’occasione per avviare una riflessione degli operatori del trasporto pubblico, delle amministrazioni locali e naturalmente delle popolazioni interessate, per dare in prospettiva risposte adeguate alla crescente esigenza di mobilità e per esplorare nuove strade per un utilizzo intelligente degli impianti e delle infrastrutture esistenti. [/blockquote]

Fermo restando che le risorse a disposizione sono sempre meno, e purtroppo i tagli incidono sempre su Istruzione, Cultura, Sanità e Trasporti, vorrei esprimere e condensare alcune proposte e valutazione che sono state fatte in tempi recenti.

Le ferrovie costituiscono uno strumento di civilizzazione, grazie agli scambi che permettono; notevole è anche l’influenza esercitata dalle ferrate sullo sviluppo di altre attività produttive di un paese, in particolare dell’industria, del commercio, dell’agricoltura, del turismo; le vie di ferro contribuiscono inoltre allo sviluppo dei centri urbani, basti pensare ai numerosi agglomerati sviluppatisi in questo secolo in prossimità di scali ferroviari, rispetto ai vecchi nuclei arroccati sui rilievi.

Partendo da queste considerazione, che ritengo di particolare interesse, oggi sentiamo la necessità sempre maggiore di poter pensare ad una riconversione della ferrata Avezzano – Sora – Roccasecca, inquadrandola in un ottica di ampio respiro, all’interno del territorio che abbraccia. E’ ovvio che la tratta, cosi come concepita, non assurge più alle esigenze che il territorio richiede, pertanto, ritengo necessario sottoporre all’attenzione una serie di soluzioni che potrebbero quanto meno riqualificarla.

Rivisitare il ruolo della ferrovia Roccasecca – Sora – Avezzano all’interno del territorio della Valle del Liri. Nata nel periodo d’oro delle cartiere e dei lanifici, alla fine Ottocento, ha vissuto, parallelamente a questi ultimi, prima una fase di crescita, legata soprattutto al fenomeno del pendolarismo degli operai, poi un progressivo declino culminato con la chiusura di molte attività industriali e con l’affermazione del trasporto su gomma.

L’elettrificazione, il potenziamento e il prolungamento di questa ferrovia fino ai comuni costieri del Tirreno sicuramente è una valida alternativa alla costruzione della direttrice trasversale prevista dal Prusst. Si potrebbe pensare ad un vero e proprio asse trasversale interregionale, capace di collegare i territori costieri del Tirreno con quelli dell’Adriatico e di servire le province di Latina, Frosinone e L’Aquila, che fino ad oggi, anche a causa di un inadeguato sistema di trasporti, non hanno mai potuto cooperare e confrontarsi, tutto a discapito dello sviluppo e della crescita delle stesse realtà provinciali.

Il prolungamento fino a Ceprano di 200 m di tratta. Darebbe la possibilità alla ferrovia di dare un veloce ed ulteriore collegamento con la direttrice Roma – Napoli, oggi collegata solo via autobus. Senza considerare i benefici per i studenti universitari che si recano negli atenei di L’Aquila e Cassino: con questo prolungamento potrebbero vedere garantito il filo diretto con l’ateneo romano.

Roccasecca

Credo ci sia bisogno di un intervento immediato al fine di scongiurare la chiusura della ferrovia e contestualmente iniziare a programmare, attraverso il contributo delle due Regioni, una seria riconversione della tratta. Altrimenti potrebbe diventare l’ennesimo… binario morto.

Mike Di Ruscio – Sora24

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