17 luglio 2014 redazione@sora24.it
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Trovata la moto di “Serpico”, non gli effetti personali. Gli amici di Davide Fanone amareggiati

«Davide era una persona che aveva rispetto per gli altri, non è giusto riportare informazioni che dovrebbero essere verificate prima della pubblicazione. Soprattutto non è bello calcare la mano su una vicenda che da giorni ci riempie di tristezza». Con queste parole gli amici di Davide Fanone chiedono più rispetto per il 40enne operaio edile di Settefrati trovato senza vita sabato scorso vicino a Pescasseroli. Le loro affermazioni si riferiscono alla notizia del ritrovamento di effetti personali dell’uomo, subito smentita.

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«È stata trovata la moto con le chiavi ed il casco, non il resto. Un po’ di considerazione per noi che gli vogliamo un mondo di bene!», continuano gli amici di Davide. In effetti, stando alla ricostruzione dei fatti, mancherebbero all’appello l’orologio dell’uomo, il giubbotto, il cellulare ed altri effetti personali. La due ruote, individuata da un pastore nel pomeriggio di ieri, è stata dapprima trasportata presso la caserma dei carabinieri di Trasacco per i rilievi di rito, poi è stata riportata in Valle di Comino.

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Nel frattempo i militari di San Donato Val di Comino, Pescasseroli e Castel di Sangro stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita dell’uomo, la cui morte è avvolta in un fitto mistero. Secondo gli inquirenti resterebbe in piedi l’ipotesi del gesto estremo ma i dubbi da sciogliere sono molti, come quello del prelievo di 600,00 euro di cui parla oggi Il Messaggero, il massimo consentito in un giorno, che Fanone avrebbe effettuato presso uno sportello postale alle 8:30 di Sabato mattina. Nella giornata di oggi, infine, si è svolta l’autopsia sul corpo dell’uomo presso l’obitorio di Sulmona. I risultati dell’esame non sono ancora stati diffusi.

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