10 febbraio 2015 redazione@sora24.it
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Turbogas di Sora: D’Andria scrive al Presidente della Repubblica Mattarella

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che Maurizio D’Andria ha inviato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

«Ill.mo Sig. Presidente buon giorno. Sono presidente di una associazione culturale e sono coordinatore di una azione civile a firma di 102 cittadini sorani di cui sono il portavoce. Le scrivo per renderLe noto una vicenda che è assolutamente assurda sotto molti profili, dal legale all’amministrativo, sia per i soggetti coinvolti che per l’oggetto del contendere, per il quale si sta cercando (noi cittadini sorani) di avere giustizia sia in sede penale che in sede civile presso il Tribunale di Cassino (FR) ove sono in corso ben due procedimenti di stesso tema e oggetto, di cui uno (penale) in attesa di sentenza.

Ora per motivi di sinteticità forse non sarò esaustivo ma voglio farLe presente che l’Ufficio Legale della Presidenza della Repubblica, sotto il mandato del Presidente Emerito On. Giorgio Napolitano, è già stata informata del caso ed Esso ebbe a scrivere una nota di merito tanto al sottoscritto che l’aveva investito del caso, sia alla Procura della Repubblica di Cassino che proprio a seguito di questa nota (crediamo) ha poi aperto un procedimento penale a carico di quattro soggetti, tre dei quali funzionari della Regione Lazio ed uno ex direttore della Cartiera del Sole – Burgo SpA di Sora. In allegato presenterò copia di tutta la documentazione di cui farò qui menzione.

Nel mentre il Tribunale di Cassino procede penalmente “… perchè in concorso tra loro…” verso i 4 soggetti sopra menzionati, ben 102 cittadini hanno inteso promuovere una azione civile parallela avverso i seguenti soggetti privati e pubblici : Burgo Group SpA, Regione Lazio, Provincia di Frosinone e Comune di Sora, contestando loro accuse gravissime quali:

  • abnorme inquinamento atmosferico da fumi industriali (particolarmente per emissioni delle cancerose nano polveri PM2,5 ed altre sostanze inquinanti) con conseguente attentato alla salute pubblica di circa 40.000 cittadini residenti a Sora e nei comuni limitrofi, come certificati da ben 6 monitoraggi della qualità dell’aria svolti da ARPA LAZIO, agenzia della Regione Lazio; emissioni di nano polveri particolarmente pericolose sul piano sanitario avverso le fasce più deboli della popolazione (bambini, anziani, malati, e tutti gli altri) per la certa causa-effetto di patologie cardio respiratorie e tumorali, come evidenziato dalle numerosissime ricerche svolte dai principali istituti di ricerca medica italiani ed internazionali (ultima del 9/7/2013 su The Lancet Oncology), da cui il procedimento civile a carico;
  • violazioni (non applicazione) del D.P.R. del 12 aprile 1996 sulla Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.), da cui il procedimento penale a carico;
  • mancata applicazione della legge regionale per oggetto “Norme sul Piano di Risanamento della Qualità dell’Aria”, particolarmente per la ridotta altezza dei camini emissivi;
  • violazione di diverse Direttive UE tanto che, se dovessimo rivolgerci al Tribunale di Giustizia Europea, l’Italia verrebbe certamente condannata al pagamento di salatissime penalità;
  • violazione del D.Lgs. 59/2005 sull’Autorizzazione di Impatto Ambientale (A.I.A.), da cui la chiamata in causa della Provincia di Frosinone, anche per i mancati controlli e imposizione delle prescrizioni adeguate agli impianti;
  • mancata tutela della salute pubblica da parte del Sindaco del Comune di Sora che non ha inteso applicare il principio di precauzione e richiedere all’azienda adeguate misure di protezione sanitaria pur emettendo un atto sindacale emergenziale che però ha riguardato solo il traffico urbano (4 domeniche/anno di stop traffico nel solo centro storico), i fuochi di campagna e le caldaie domestiche (su cui non ha competenza) e non anche l’industria, come da Legge.

E questo, illustrissimo sig. Presidente, per accennare soltanto alle principali violazioni di leggi italiane e comunitarie oramai “certe e certificate” da perizie tecniche (CTU) del Tribunale di Cassino, dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) , agenzia diretta del Ministero dell’Ambiente che pure si è già pronunciato con due Pareri, n. 181/2008 e n. 325/2009. Lo stesso Ministero, scrivendo alla Regione Lazio per chiedere “lumi” faceva riferimento a “possibili delicatissimi conflitti istituzionali concernenti l’attribuzione delle competenze funzionali ed istituzionali tra stesso Ministero e Regione Lazio”. Mancano soltanto le sentenze dei due Giudici investiti del caso.

Per darLe invece un input quantitativo del problema, consideri che ARPA LAZIO ha recentemente monitorato una presenza di PM2,5 a metro cubo d’aria superiore all’860% sulla soglia massima di tolleranza per la salute pubblica (fissata a 20 – 25 microgrammi per metro cubo), con media del periodo (14 giorni) del + 400% sulla soglia massima di tutela per la salute umana.

Ma nonostante le nostre iniziative legali, sia in sede penale che in sede civile presso il competente Tribunale di Cassino, quello che più ci sconvolge e ci addolora e vedere non solo la società Burgo SpA “irridere” la popolazione tutta in virtù di presumibili azioni corruttive svolte presso gli Enti pubblici citati, giacchè non si spiegherebbe in nessun altro modo il loro assurdo comportamento “illegale” negli atti svolti ed accanimento verso la popolazione purtroppo interessata. Basti pensare che nel procedimento civile promosso da 102 cittadini avverso anche stessa Regione Lazio, Provincia di Frosinone, Comune di Sora e Burgo SpA, la Regione Lazio si è resa CONTUMACE, rinunciando a presentare un proprio legale nel procedimento che pure la vede imputata di ipotesi di reato gravissime, contro la propria popolazione residente. Ipotesi di reato che meriterebbero certamente l’intervento “d’ufficio” della magistratura ordinaria ma che invece, sembrerebbe non interessarsene adeguatamente. Mi permetta di sottolineare questo aspetto che certamente non le sarà sfuggito. Non siamo oramai noi cittadini a contestare reati, ma è la Magistratura inquirente e giudicante da noi interessata che li ha chiamati tutti sui banchi degli imputati, ritenendo perciò che la documentazione portata al loro vaglio (dati Burgo SpA, ARPA LAZIO, ISPRA, Ministero dell’Ambiente, CTU di Procura di Cassino, Provincia di Frosinone ed altri) sia tale da essere non solo presa in considerazione ma tale da formalizzare numerosi capi di imputazione a carico. Ripeto perciò chi sono i soggetti di cui sopra : BURGO SpA, Regione Lazio, Provincia di Frosinone e Comune di Sora. Dunque, ben tre su quattro sono Enti pubblici. Enti preposti all’applicazione delle leggi in materia industriale e sanitaria ed ai controlli di tali disposizioni ma che non vogliono in nessun modo fare il loro dovere istituzionale, preferendo omettere ogni atto e preferendo farsi citare in giudizio al fianco della azienda inquinante (che però ha ricevuto i pareri favorevoli di detti Enti).

E pensare che basterebbe far installare appositi sistemi di abbattimento delle nano polveri PM2,5 e degli ossidi di ozono NOx all’azienda (es. impianto SCR o SCONOx o EMx) per mettere tutte le cose al loro posto e tutelare la salute di 40.000 cittadini. Tutto ciò, si badi bene, è previsto dalla Legge, sia il D.Lgs 59/2005 che il D.P.R. del 12/4/96 di cui agli allegati A), B), D) che Direttive UE. La Cartiera del Sole – BURGO SpA è infatti ubicata nel centro di 2 città contigue ad alta intensità abitativa i cui fumi e polveri ricadono tutte sulle due città, 24 ore al giorno x 365 giorni all’anno, da oramai 7 anni e in avvenire, se non vi si pone urgente rimedio (come da simulazione CALPUFF di Burgo SpA).

Ora, illustrissimo Signor Presidente, abbiamo seguito la sua elezione in TV e sui giornali e con piacere abbiamo ascoltato il suo discorso di insediamento nel quale Lei poneva un forte accento sulla necessità di porre in atto forti azioni di contrasto alla illegalità, alla corruzione e azioni di attenzione verso bisogni e le difficoltà dei cittadini. E’ questo il motivo per cui abbiamo deciso di scriverle questa lettera.

Sig. Presidente, Lei è da pochi giorni il massimo Garante della Carta Costituzionale che regola la vita democratica del nostro Paese, fonte principale del Diritto nazionale, cioè di tutto quanto qui sopra detto, e nella sua esperienza di Giudice Costituzionalista sa bene di cosa stiamo parlando.

Di fatto, a seguito delle costanti interpretazioni della dottrina, suffragate dalla giurisprudenza, che individuano negli artt. 9, comma 2, e 32 comma 1 Cost. le disposizioni che, danno valenza all’ambiente come valore autonomo, si è riconosciuta pari dignità all’ambiente e la conseguente tutela di rango costituzionale. Le istanze ambientali  costituiscono indirizzi per la pubblica amministrazione, rivestono carattere di direttive per l’interpretazione delle fonti e diventano parametri per l’attività del legislatore.

Attualmente la potestà di disciplinare l’ambiente nella sua interezza è stato affidato in via esclusiva allo Stato, dall’art. 117, comma secondo, lettera s), della Costituzione, il quale, come è noto, parla di “ambiente” (ponendovi accanto la parola “ecosistema”) in termini generali e onnicomprensivi. Ne consegue che spetta allo Stato disciplinare l’ambiente come una entità organica, dettare cioè delle norme di tutela che hanno ad oggetto il tutto e le singole componenti considerate come parti del tutto.
La protezione della persona si pone come uno degli obiettivi dello Stato, assumendo una rilevanza sociale: la libertà è ora, soprattutto, libertà dal bisogno per cui lo Stato si impegna a correggere e contrastare le ingiustizie sociali insite nel contesto culturale sociale ed economico in cui viviamo.

Voglia perciò considerare il caso che l’intera popolazione sorana, qui non rappresentata dal Sindaco della città di Sora, le presenta sotto forma di lettera aperta ove una industria, la Cartiera del Sole – Burgo SpA, ILLEGALMENTE AUTORIZZATA sia dalla Regione Lazio, che dalla Provincia di Frosinone, enti competenti in materia, consentono ad una azienda privata di mettere in esercizio nel 2009 un impianto termoelettrico cogenerativo-turbogas di potenza elevatissima (nuovi impianti) che anche le ultime ispezioni svolte dagli organi di polizia giudiziaria e da stessa Provincia di Frosinone hanno trovato assolutamente “non a norma di legge”; particolarmente per i nuovi impianti cogenerativi – turbogas dichiarati di potenza termica pari a 115,5 MW + 60 MW e di potenza elettrica presunta intorno ai 70 MWe. Impianto che vede i propri camini di altezza pari a soli 30 metri contro i 50 metri previsti dal Piano di risanamento della qualità dell’aria , art. 6, della Regione Lazio. Impianto questo che non vede la presenza di nessuna tecnologia pur disponibile in commercio atta all’abbattimento delle sostanze nocive prodotte (ossidi di azoto, nano polveri PM2,5, ecc…). Mentre, in un pressocchè identico impianto cogenerativo presente nel comune di Colleferro (RM) presso l’azienda Termica Colleferrro Srl, regolarmente autorizzato con V.I.A. regionale, pure a firma di almeno uno degli imputati presenti nel caso penale di Sora, si trovano effettuate tutte le procedure amministrative previste per legge – V.I.A. – A.I.A (ma non a Sora), e soprattutto vi si trova un impianto Selective Catalytic Reactor (SCR) di abbattimento degli ossidi di azoto NOx (precursore della formazione di nano polveri, anche PM2,5 secondario) e delle nano polveri PM2,5 primarie nonchè camini di altezza pari a 50 metri (a Sora 30 metri, forse). Tutte misure che consentono la messa in sicurezza della salute dei cittadini. Tenga presente Signor Presidente che l’impianto elettro-termico di Colleferro è ubicato in aperta campagna mentre quello di Sora ( Cartiera del Sole – Burgo SpA) è ubicato nel centro di due città attigue (Sora ed Isola del Liri) che presentano una concentrazione di popolazione maggiore di 300 abitanti per chilometro quadrato ed una popolazione congiunta pari a più di 40.000 persone, residenti nel raggio di soli 3 chilometri dall’impianto industriale in questione, tutti ricadenti sotto il fall out delle polveri prodotte da detto impianto cogenerativo – turbogas (come da simulazione CALPUFF di Burgo SpA) di cui non si chiede la dismissione ma soltanto la messa a norma per la tutela della salute pubblica, almeno al pari dell’impianto presente a Colleferro.

Tutto ciò avviene Signor Presidente, in concomitanza di produzione di energia elettrica che la società Burgo SpA solo in parte usa per i propri impianti produttivi (circa 20 MWh), mentre la parte maggiore (circa 50 MWh) viene venduta al Gestore (ENEL) ricavandone decine e decine di milioni di euro di fatturato l’anno. Somme ben superiori al costo degli impianti citati, pure dovuti per Legge e non “per favore”.

Dunque, perchè si è permesso che a Colleferro (RM) gli identici impianti fossero tutti messi “a norma” e a Sora no? Perchè non si pone rimedio a questo scempio?

Nonostante tutto ciò, Signor Presidente, la popolazione locale rischia di non trovare giustizia nemmeno nelle aule del Tribunale di Cassino, giacchè, come si dice, “fatta la legge, trovato l’inganno”. Si temono infatti indebite pressioni “del sistema” sui Giudici (ricorda? … perchè in concorso tra loro…), quando basterebbe far spendere alla società Burgo SpA una parte minima dei ricavi annui per mettere in sicurezza la salute di tutta la popolazione locale, per tutti i decenni ad avvenire. Tutto ciò, si ribadisce, non per “favore bensì “per Legge”. Non dovrebbero essere gli stessi Enti a richiedere la messa a norma degli impianti termoelettrici della Cartiera del Sole? Perchè deve essere il Giudice a disbrigare una questione che era tutta amministrativa ed ora anche penale e civile? E se il Giudice sbagliasse dando torto ai 102 ricorrenti, che forse la qualità dell’aria migliorerebbe? E la nostra salute? Perchè devono pagare in soldi e soprattutto in salute i cittadini locali e non l’azienda che opera in regime di illegalità? E gli Enti chiamati in causa, cosa stanno facendo per ripristinare la legalità industriale?

Con la presente dunque, Illustrissimo Signor Presidente intendiamo sollecitare un Suo intervento affinchè anche a Sora (a soli 90 chilometri da Roma) vengano applicate le leggi dello Stato italiano e Comunitarie in materia industriale, amministrativa e sanitaria che da ben 7 anni vediamo calpestate da tutti i soggetti chiamati in causa, per assicurare alla popolazione una sola cosa : la tutela della propria salute e quella dei propri figli e future generazioni altrimenti pesantemente compromessa da una guerra non dichiarata ma perpetuata contro la propria popolazione.

In ultimo Signor Presidente, voglia far presente al nostro sindaco dottor Ernesto Tersigni (e al Presidente di Regione Lazio e al Presidente di Provincia di Frosinone) che in materia sanitaria egli è il massimo tutore come impone sia la legge nazionale che comunitaria, quale il richiamo al “principio di precauzione” che come Lei ben sa “ è il principio generale del diritto comunitario che fa obbligo alle autorità competenti di adottare provvedimenti appropriati al fine di prevenire taluni rischi potenziali per la sanità pubblica, per la sicurezza e per l’ambiente, facendo prevalere le esigenze connesse alla protezione di tali interessi sugli interessi economici”.

A conferma del potere del Sindaco, la Commissione Europea scrive in una sua Comunicazione sul principio di Precauzione (COM 2002-1) che la decisione è prettamente politica e non tecnica come si legge nella COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE sul principio di precauzione – Bruxelles, 2.2.2000 (PDF dal sito della Comunità Europea).

Di più: il Sindaco non può rifiutarsi di operare scelte e assumere un parere in coerenza con il principio di Precauzione, anche in virtù degli artt. 50 e 54 del decreto legislativo 267/2000. A tale riguardo si veda la sentenza del Consiglio di Stato. Ad esempio, in questo caso un Comitato ha chiesto e ottenuto che il Sindaco di Taranto debba applicare tale principio. Il principio comunitario di Precauzione viene oggi richiamato anche dal Consiglio di Stato per riformare sentenze che non ne abbiano tenuto in debito conto (Vedasi: sentenza del 2005).

Pertanto, sicuri del Suo interessamento, porgiamo i nostri auguri per il Suo enorme compito istituzionale appena ricevuto che siamo certi Ella svolgerà nel migliore dei modi, prendendo Sora come suo ben principio. Confidiamo in Lei. A nome dei 102 cittadini di Sora ricorrenti».

Dott. Maurizio D’Andria

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