mercoledì 27 marzo 2013

Turismo: continuiamo a parlare del nulla… (di Mike Di Ruscio)

Nel fine settimana appena trascorso anch’io ho partecipato alla due giorni isolana organizzata nell’ambito delle Giornate di Primavera del FAI. Ho avuto modo di vedere, come molte persone accorse nella città delle cascate, luoghi che normalmente sono chiusi al pubblico, luoghi che rappresentano la storia di un territorio, di un intero territorio.

Non mi sembrava vero di poter visitare il primo impianto cartario d’Italia e la prima macchina continua sempre d’Italia, sorti nelle nostre zone grazie all’impegno di famiglie illuminate, che seppero fare del loro ingegno una risorsa per una intera comunità. Ammirare il Castello Viscogliosi, un tempo la dimora dei duchi Boncompagni, sede del Ducato di Sora, in un territorio – guardandolo con occhi anacronistici – omogeneo e forte della sua identità. Ad Isola del Liri, tra l’altro, proprio negli anni dello sviluppo industriale si formò anche una coscienza politica che non aveva pari nel resto d’Italia; che seppe tirare fuori dalle migliaia di lavoratori e lavoratrici la sensibilità per saper amministrare le risorse presenti e preservarle per il futuro.

Dopo la brillante riuscita della manifestazione, ho notato che molti amministratori locali si sono chiesti perché anche nella nostra città non ci si adoperi al fine di poter usufruire del flusso di turisti che in due giorni hanno invaso la Città delle Cascate. Non è mio compito difendere una posizione a differenza di un’altra: posso, al contrario, evidenziare, a mio modesto giudizio, alcuni aspetti .

Primo, il tema generico del turismo: un problema che attanaglia il nostro territorio da decenni, oserei dire da sempre!

Sora ha sicuramente delle potenzialità da sfruttare (il Castello, l’intera montagna di San Casto e Cassio con i suoi percorsi della cinta difensiva della città, le chiese con la Cattedrale, il sito archeologico del tempio, i diversi siti archeologici disseminati sul territorio comunale), ma non è sufficiente una giornata del FAI per evidenziarle. Ogni progetto di valorizzazione delle nostre risorse storiche, difatti, deve necessariamente passare attraverso una programmazione che sappia guardare non al risultato immediato, bensì al futuro. In buona sostanza: nella nostra città non si è mai parlato e soprattutto agito concretamente per incentivare il turismo; pertanto ogni progetto, per quanto esso possa essere condivisibile, deve partire umilmente da zero.

Secondo, il burrascoso rapporto di Sora con il suo passato storico: un altro fardello che penalizza un territorio bellissimo come il nostro.

Molti siti nella nostra città sono inagibili ai più, completamente sconosciuti o forse ancora da scoprire. Basta richiamare alla memoria i reperti ritrovati ed abbandonati qualche decennio fa nei pressi delle ex carceri mandamentali – reperti di un certo valore appartenenti di sicuro ad un edificio o più edifici di epoca romana – per fare un esempio eclatante della pessima convivenza tra storia e presente. In una domanda: se non siamo noi a proteggere e poi promuovere il nostro passato, come possiamo farlo apprezzare agli altri?

Terzo, l’incapacità di guardare oltre il nostro naso: quest’ultimo è forse il problema più grande.

Sora non riesce a guardare al di là del proprio naso; a recitare per bene la parte del “fratello maggiore” nel contesto urbano che la circonda. Dobbiamo imparare a ragionare in un’ottica intercomunale, da territorio unito, c’è poco da fare.  Un territorio che deve essere amministrato nella sua totalità: questa è l’unica strada da seguire. Oggi non ha più senso arroccarsi su posizioni di “campanilismo” fini a se stesse. L’Italia dei Comuni è finita da un bel pezzo! La storia del nostro territorio è di tutti, non abbiamo percorsi diversi.

In definitiva, soltanto se supereremo i confini e diventeremo cittadini “glocali” avremo una chance per dire al mondo del turismo che ci siamo anche noi.

Personalmente, desidero sentirmi cittadino del Mondo, e vorrei che anche la mia città e tutto il territorio facessero lo stesso! Per raggiungere tale scopo, è ovvio e quasi inevitabile che il progetto da intraprendere sia di tipo politico. La nostra sorte può essere risollevata solo passando attraverso una unione di tipo politico-amministrativa fra le varie città della valle, e, perché no, la città intercomunale potrebbe essere un primo passo. Poi bisogna iniziare a darsi delle priorità di medio e lungo termine, per poter sfruttare meglio le risorse già fruibili.

Continuando di questo passo, invece, parleremo sempre del nulla, sfruttando come di consueto l’alibi dell’appartenenza politica per scoraggiare qualsiasi tentativo di unione e per nascondere la vera natura dei nostri problemi, che non sono di natura ideologica bensì di apertura mentale.

Sic transit gloria mundi!

Mike Di Ruscio – Sora24

Commenti

wpDiscuz
Menu