martedì 15 Gennaio 2019

Tutta Sora commossa per l’ultimo saluto al suo Don Bruno

Mons. Gerardo Antonazzo: «Sora non sembra essere più la stessa, senza di te»

Oltre 2mila persone, tra cui autorità civili e militari, esponenti di associazioni, cinquanta preti e gli ex vescovi di Sora Chiarinelli e Brandolini, hanno preso parte alla cerimonia funebre celebrata dal Vescovo, Mons. Gerardo Antonazzo.

Dopo le esequie, Don Bruno è stato sepolto a San donato Val di Comino, sua città natale.

3 mesi fa

Don Bruno: il cordoglio del Sindaco di Sora

Queste le parole del Sindaco di Sora, Arch. Roberto De Donatis.

Con Don Bruno perdiamo un faro, un riferimento certo, un porto sicuro.

Lo è stato per tanti di noi nei difficili anni dell’adolescenza nella scuola, così come per tutti nel suo lungo ministero, portato avanti interpretando le difficoltà di ogni percorso umano e sapendo trovare sempre le migliori parole di conforto rispetto alle nostre umane fragilità.

Guadagniamo un patrimonio di amore che custodiremo in noi.

Lo voglio ricordare con una poesia di Padre David Maria Turoldo che Don Bruno amava particolarmente quale sintesi massima del dialogo fra sentimenti apparentemente così lontani fra loro:

Fratello ateo, nobilmente pensoso,
alla ricerca di un Dio che non so darti,
attraversiamo insieme il deserto.
Di deserto in deserto andiamo oltre
la foresta delle fedi,
liberi e nudi verso
il Nudo Essere
e là
dove la parola muore
abbia fine il nostro cammino.

3 mesi fa

Don Bruno: il ricordo di Gianni Fabrizio

Gianni Fabrizio ricorda l'amatissimo prete in occasione del suo 50° di sacerdozio.

“Tutti siamo progetto di Dio, tutti siamo importanti davanti a Dio, perché tutti abbiamo una vocazione da realizzare”. E per mons. Bruno Antonellis, il 29 giugno 1960, nella parrocchia di S. Maria e S. Marcello, a S. Donato V. C., dove è nato, attraverso la imposizione delle mani da parte di mons. Biagio Musto, la risposta alla propria vocazione ed il suo convinto “eccomi”, furono l’impegno pronto e deciso, del dono del sacerdozio fatto alla Chiesa e alla comunità. Quanti volti ha conosciuto “don Bruno”; quanti fratelli incontrati; quanti cammini si sono incrociati; quanti consigli elergiti; quante famiglie salvate; quanti giovani recuperati. Da allora è stato avvicinato, con fiducia, da tutti sia come uomo, sia come prete. Il suo sacerdozio è stato, il palpito all’unisono di tanti cuori, di tante menti e di tante mani. Sora gli deve gratitudine e riconoscenza. Per questo la Città e la Diocesi, e non solo, non potranno mai dimenticarlo.

Di questi anni, tutti, proprio tutti appartengono al servizio sacerdotale che mons. Bruno Antonellis ha offerto alla Chiesa di Sora ed alla Diocesi. Molteplici le sue varie e poliedriche attività pastorali, condotte sempre con modestia, umiltà, devozione, fermezza e spirito evangelico, grazie ad un carattere schivo e senza plateali apparizioni. E’ stato, tante volte, anche “un prete scomodo” , fuori da schemi precostituiti e preconcetti, ma sempre “conciliare”. Per questo è amato, rispettato e punto di riferimento, confidente e guida di credenti e non credenti.

Giovanissimo sacerdote, dall’ottobre del 1960 fu chiamato da mons. Biagio Musto a ricoprire il ruolo di suo segretario. Servizio che ha mantenuto fino al 9 aprile del 1971: era la notte tra il giovedì ed il venerdì santo e giorno della morte del vescovo nato a Montemiletto.“Don Bruno”, anche in quella occasione, lo ha assistito fedelmente. Ricordiamo i suoi tanti “servizi”.

Ha insegnato religione nel seminario, nella scuola media e nel liceo classico di Sora.

Canonico della Collegiata di S. Restituta, cappellano delle suore del Preziosissimo Sangue, assistente interdiocesano della G.I.A.C (Gioventù Italiana di Azione Cattolica) dal 1962 al 1971.

Erano questi gli anni del rinnovamento e della speranza, gli anni indimenticabili del Concilio Ecumenico “Vaticano II”. Gli anni della fervida attività svolta con il “Gruppo Terzo Mondo” per inviare aiuti concreti in Brasile a don Enzo Venditti, a suor Elena Mattiucci in Tanzania e favorire l’opera di Roul Follerau. In quel periodo venne organizzato, fra l’altro, “Il Festival della Solidarietà”, manifestazione antesignana di “Festivals” più famosi, riservato a complessi musicali giovanili. Fu un successo strepitoso che conquistò i giovani di allora.

Sempre e ovunque ha lasciato la sua impronta personale, anche come uomo di cultura. Canonico della cattedrale di Pontecorvo, cappellano di S. Vincenzo Ferreri e della Madonna delle Grazie. Nel 1967, al termine del mese di maggio, con i giovani della GIAC e con il comitato della chiesetta che domina Sora, promosse la prima “fiaccolata mariana”, una tradizione che continua con grande partecipazione. E ancora: difensore del Vincolo nel Tribunale Ecclesiastico Diocesano; incaricato per l’ecumenismo; dal 1974, per venti anni, parroco di Valleradice, la chiesa tanto cara ai sorani e al card. Cesare Baronio; membro del Consiglio Presbiterale; rettore e docente dell’Istituto Teologico Diocesano; Vicario Generale dal settembre 1991; Preposto – Parroco di S. Restituta e dal 1994, cappellano di Sua Santità.

Un cammino lunghissimo, dunque, fedele servitore, caratterizzato da una forte dedizione e uno slancio generoso al fianco dei vescovi Musto, Minchiatti, Chiarinelli, Brandolini, Iannone e Antonazzo. Egli resta il sacerdote e l’uomo che la gente ha cercato per un consiglio, un incoraggiamento, una stretta di mano, una preghiera. A “don Bruno” la gente ha voluto bene perché è stato “uomo” per gli altri, perché ha dedicato la sua vita al bene degli altri, portando consolazione, unione, serenità, pace cultura e amore per la natura e per la montagna in particolare. Molti lo vedevano solo come un compagno di esperienza umana, con cui percorrere un tratto di strada insieme.

Il suo cuore era sempre aperto a tutti, ed in particolare ai giovani. Ha lavorato intensamente per risvegliare negli animi una grande passione per l’evangelizzazione e per incoraggiare a ripartire da “Cristo Gesù”, contemplando il suo volto con gli occhi della Madonna. E’ vero: tutto il suo tempo ed i suoi anni di sacerdozio, sono stati di servizio.

E GRAZIE per questo Tuo servizio.

Gianni Fabrizio

3 mesi fa

Don Bruno non c’è più. Martedì il Vescovo celebrerà i funerali

Sora in lacrime per la scomparsa dell'amatissimo sacerdote.

Don Bruno Antonellis è tornato al Padre. L’amatissimo sacerdote si è spento serenamente qualche ora fa. Tutta Sora piange un grande uomo, dotato di impareggiabile mansuetudine e umiltà.

Oggi fino alle ore 22, la salma sarà esposta nella chiesa di Santa Restituta e nella giornata di lunedì dalle 7:30 alle 22.

I funerali di Don Bruno saranno celebrati martedì 15 Gennaio alle ore 11:00 dal Vescovo di Sora, Mons. Gerardo Antonazzo.

11 mesi fa

Mons. Bruno Antonellis

Uno dei sacerdoti più amati dai sorani e non solo. Da un quarto di secolo è il parroco di S. Restituta.

Mons. Bruno Antonellis è nato a San Donato Val di Comino il 29 Maggio 1936. Compiuti gli studi medi e ginnasiali dal 1947 nel Seminario Vescovile di Sora, ha proseguito, come alunno dei gesuiti, gli studi filosofici e teologici presso il Pontificio Collegio Leoniano di Anagni dal 1952 al 1960. È stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1960 nella Chiesa di Santa Maria e San Marcello, presso il paese natale. A conferire l’ordinazione, fu l’allora vescovo Mons. Biagio Musto, di cui Antonellis fu segretario dal 1960 al 1971.

Vasto l’elenco di titoli di studio conseguiti negli anni: Baccellierato in Sacra Teologia, laurea in Diritto Canonico alla Pontificia Università Lateranense (con una tesi su “Cesare Baronio e la Legazione Apostolica in Sicilia”), laurea in Pedagogia con indirizzo psicologico presso l’Università dell’Aquila (con una tesi su “Freud, Jung, Sullivan”).

Altrettanto vasto il panorama degli incarichi ricoperti da docente. Ha insegnato presso il Seminario Vescovile, la Scuola Media “Giuseppe Rosati”, il Liceo Ginnasio “Vincenzo Simoncelli”, l’Istituto Tecnico “Cesare Baronio”, la Scuola Infermieri Professionali di Sora. È stato, altresì, insegnante di Teologia Morale e poi rettore dell’Istituto Teologico Diocesano “S. Tommaso d’Aquino”, oggi Scuola di Formazione Teologica.

Quanto alle esperienze pastorali, come tutti i sorani sanno, don Bruno è stato dal 1974 al 1994 parroco di S. Maria di Valleradice, mentre dal 6 ottobre del 1994 è preposto di S. Restituta, patrona della Città di Sora e della Diocesi.

3 anni fa

Il grande abbraccio di Sora per gli 80 anni di don Bruno e il ringraziamento del sacerdote “inquieto”

Sora festeggia gli 80 anni di don Bruno

Un sacerdote amatissimo. Non esiste parola più adatta per spiegare chi è don Bruno nell’immaginario collettivo del popolo sorano. Ieri, in occasione dei suoi ottant’anni, nonostante il giorno feriale e l’orario (le 18:00), un mare di gente ha partecipato alla consueta funzione religiosa pomeridiana del Mese Mariano, presieduta per l’occasione dal Vescovo, Mons. Gerardo Antonazzo, e da un nutrito gruppo di sacerdoti diocesani.

Al termine della celebrazione eucaristica, tutti i partecipanti si sono avvicinati all’altare, trasformando l’abbraccio ideale dell’assemblea in un abbraccio fisico che è andato avanti almeno per un’ora. Con poche ma significative parole Don Bruno ha commentato il raggiungimento di questo nuovo importante traguardo: «L’involucro è di un ottantenne, quello che c’è dentro è di un diciottenne».

Secondo il sacerdote di origini sandonatesi, infine, la ricetta per sentirsi ancora giovani è essenzialmente basata su un semplice quesito, ovvero bisogna domandarsi: «Sei inquieto?» Se la risposta è sì, allora è tutto a posto e si può continuare ad affrontare la vita quotidiana con lo spirito giusto.

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