XXXII Premio Fibrenus “Carnello cArte ad Arte”: sul podio Alessia Bartoli, Raoul Marini e Mauro Curlante

La nostra provincia ha vissuto un fine settimana di altissimo profilo grazie al Premio Fibrenus, premio d’incisione di Carnello organizzato dall’Officina della Cultura.

Sabato scorso si è tenuta presso l’auditorium “V. De Sica” di Sora la cerimonia di premiazione del XXXII Premio Fibrenus, che ha visto sul gradino più alto del podio con l’opera “Renveries” una acquaforte di nove lastre dell’artista ceccanese Alessia Bartoli, secondo classificato Raoul Marini artista croato nato a Pola ma che studia e lavora a Mestre, terzo classificato Mauro Curlante di Galatina in provincia di Lecce.

Ben 75 opere arrivate dall’Italia e dall’estero. Il presidente della commissione Patrizio Di Sciullo: «Tutte meritevoli, è stato faticoso selezionarle».

“Abbiamo fatto veramente fatica nella selezione delle opere poiché tutte le 75 pervenute da ogni parte d’Italia e anche dall’estero avrebbero meritato di entrare tra le trenta selezionate per il catalogo e la mostra” ha dichiarato il presidente della commissione giudicatrice Patrizio Di Sciullo artista abruzzese professore presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, presente con una mostra personale presso la sezione archeologica del Museo della Media Valle del Liri di Sora che rimarrà aperta ai visitatori fino al 28 p.v. al pari della mostra delle 30 opere selezionate allestita nell’area espositiva del Museo sorano.

Nel palazzo dei Duchi di Sora, ad Arpino una stupenda esposizione di opere realizzate dai presidenti delle edizioni precedenti del premio.

Domenica 14 in mattinata molti dei selezionati presenti alla premiazione hanno avuto l’onore di inaugurare presso il Palazzo Boncompagni di Arpino la mostra “di cArte in cArte” una esposizione delle opere dei presidenti che si sono alternati nelle commissioni giudicatrici di questi 15 anni di Premio. Le opere esposte sono un segno indelebile che i presidenti hanno voluto lasciare donandole all’Archivio delle stampe contemporanee che l’Officina della Cultura ha istituito fin dalla prima edizione del Premio e che ad oggi conta circa 700 opere un patrimonio ormai inestimabile che forse meriterebbe miglior sorte con una collocazione ad hoc tale da renderlo fruibile per studiosi e appassionati.

Pietro Salvatore pieno di orgoglio per il successo internzionale del Premio

“Il nostro Premio si è ormai affermato come punto di riferimento internazionale per tutti i giovani artisti che frequentano le migliori scuole e accademie d’incisioni in tutto il mondo – ci ha spiegato il Presidente del sodalizio di Carnello Pietro Salvatore – questo ci riempie di orgoglio e ci pesa come un macigno in termini di responsabilità, rimane il rammarico per il nostro territorio che pare non aver compreso appieno l’importanza del “Premio Carnello”, questo è il nome con il quale è universalmente riconosciuto, e, soprattutto le potenzialità che potrebbe esprimere se venisse opportunamente sfruttato. In attesa del territorio ci godiamo gli apprezzamenti del mondo accademico e, soprattutto dei giovani artisti che continuano di anno in anno ad essere presenti sempre più numerosi”.

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