venerdì 28 febbraio 2014

«Eccomi qui: sono io il “pagliaccio” dell’appello alla città di Sora»

«Salve, sono Davide Capobianco e ho 19 anni. Sono io il “pagliaccio” autore dell’appello che molto ha fatto parlare, e sparlare, in questi ultimi due giorni. Come ben vedete ci sto mettendo la faccia nel vero senso della parola, come era in mio programma. Volevo solo vedere la reazione dei cittadini prima di intervenire e, purtroppo, non è stata quella desiderata.

Innanzitutto, volevo esprimere il mio dispiacere nell’aver dato molto fiato a gente a cui piace solo sparlare, e inopportunamente direi. Volevo invece ringraziare chi avesse recepito il mio appello visualizzato da circa 2.500 persone. Questo messaggio doveva cercare di risvegliare la solidarietà e il senso di collaborazione dei cittadini sorani, e di far capire l’importanza di lavorare tutti insieme in questo momento di difficoltà.

Detto ciò volevo rispondere ai commenti di alcune persone. Inizierei dal commento della mia cara ex-prof. Evangelista, alla quale volevo specificare che il mio è un grido di pura rabbia e non di dolore. Il dolore è arrivato solo nel momento in cui mi è stato detto: “fatt i c*** tia”. A questo grande uomo dico che continuando a farci i cosi nostri la situazione non cambierà MAI. Alla prof. voglio ancora dire che non è sempre importante metterci la faccia, ma è importante trasmettere il messaggio giusto. Colgo l’occasione per dire ai giovani di non aver paura di esprimere la propria opinione, è un vostro diritto e non morde nessuno. Al sig. D’Andria volevo dire che a me non interessa un tubo che loro comandano e prendono “premi”, se lavorassero bene non esisterebbe alcun problema. Lei così mi ha mostrato che non ha molto a cuore la nostra salute tanto quanto ha a cuore le poltrone comunali. A Daniela Di Pucchio rispondo che i tumori non colpiscono solo la gente “comune” ma colpiscono anche loro. Alla sig.ra Federica Venditti dico per prima cosa di rivedere sul dizionario, come ha fatto per sublime, il concetto di giovane, e le chiedo se adesso lei avrà il coraggio nel mettere la faccia in tutto ciò che fa sapendo che ha accusato di complotto questo “pagliaccio” che rappresenta la “maschera” utilizzata dai suoi figli e da molti giovani che non hanno il coraggio di parlare (E’ in ballo anche il loro futuro). Al sig. Massimo Paniccia rispondo che il mio fiato non è andato sprecato visto che molti hanno almeno letto ciò che ho scritto. Ad Angelo Alfonso chiedo il perchè dovrebbe essere sempre il “buono” a scappare e mai il “cattivo”. Ad Alessia Venditti faccio notare che, avendo 19 anni appena compiuti, non avrei mai potuto votare per la presente Amministrazione e quindi non vi è stato alcun dietro-front da parte mia, magari dalla sua si.

Colgo l’occasione per ribadire che il mio appello non era indirizzato alla nostra Amministrazione ma a TUTTI. Ah, grazie del pagliaccio. Ringrazio di nuovo coloro che condividono il mio messaggio e ringrazio anche coloro che sono affetti da un menefreghismo cronico causato dal loro stato di benessere e ai quali auguro di non trovarsi mai nella nostra situazione, si potrebbero mangiare i gomiti un giorno per non averci aiutato. Per ultima ringrazio Sora24 per aver permesso l’espressione della mia libertà d’opinione».

Davide Capobianco

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