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Enzo Di Stefano risponde a Ernesto Tersigni: «Io Sindaco fino al 2000. Il film di Tersigni è ai titoli di coda»

Questa la controreplica di Enzo Di Stefano alla risposta del Sindaco Ernesto Tersigni (clicca qui per leggerla):

«In merito alle dichiarazioni di Ernesto Tersigni, giunte dopo aver espresso il legittimo sentimento di frustrazione che molti sorani provano nel vedere l’inerzia della sua amministrazione, anzitutto dico che finalmente il sindaco comincia a replicare, seppur con ironia spicciola e con la sua proverbiale arroganza.

Inoltre, dimostra ancora una volta di non saper riflettere con attenzione, addirittura dando la colpa dei suoi fallimenti a ripetizione all’opposizione e al passato. Non un atteggiamento responsabile, soprattutto se consideriamo che, quando nel 2000 abbandonai la carica di sindaco, lasciai numerosi progetti e finanziamenti sicuri che, dopo, non sono stati portati a termine da chi mi ha seguito, lui compreso.

Ma il sindaco non deve credere a me, gli basterà chiedere lumi ad un suo assessore, l’ultimo che ha nominato, che quando ero primo cittadino ricopriva l’incarico di dirigente comunale: lui, che certamente è amico della verità, saprà raccontargli come andarono effettivamente le cose, a partire dal caso Serapide, per il quale il nostro progetto aveva ottenuto l’ok del ministero.

Penso, poi, al progetto del mercato coperto di Via Della Monica da me finanziato con un emendamento (che lui, assessore della giunta Ganino, ha contribuito a non portare a termine), al Capitol (progetto da altri stravolto) all’eliporto unico in provincia, all’incubatoio di via Felci, alla legge del Distretto Tessile di Sora, ai progetti delle strade di collegamento verso la città (come la zona di Villa Carrara che ancora è incompiuta), E ancora: Parco fluviale di San Domenico, Valente e Santa Chiara.

Non vorrei fare elenchi noiosi, ma la realtà non può essere usata ad uso e consumo di un sindaco che, ad esempio, quando ha inaugurato piazza XIII Gennaio lo ha fatto senza sottolineare che si trattava di un progetto che partiva da molto lontano, iniziando dall’intitolazione.

Dal 2000 ad oggi sono trascorsi 15 anni e 3 sindaci, lui compreso. Trovo incredibile, dunque, che ancora si dedichi a distribuire colpe a casaccio, senza degnarsi di guardare alle sue mancanze, ai suoi fallimenti, a tutto quello che aveva promesso e che non ha fatto.

Mi consiglia, il sindaco, di riavvolgere il film della mia carriera politica: lo faccio sempre volentieri, con animo sereno e con la consapevolezza di aver lavorato per Sora. Il sindaco Tersigni farebbe bene, invece, a rivedere il film della sua attività amministrativa: quello sì che è ai titoli di coda».

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