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AVVENTURA

Il cicloviaggio di Giorgio Lucarelli: nuovo aggiornamento con magnifiche foto del Kyrgyzstan

Luoghi ricchi di semplicità e umanità, paesaggi mozzafiato e la sensazione di trovarsi in luoghi davvero incontaminati: dalle parole e dagli scatti di Giorgio si percepisce la magia del suo viaggio in bici.

Prosegue l’avvincente viaggio di Giorgio Lucarelli in Kyrgyzstan. Dal cuore del paese asiatico, dove è stato ospite di una famiglia locale, il ciclista sorano ha pubblicato un nuovo aggiornamento social postando fotografie davvero suggestive.

«Mi trovo a Kazarman, quasi in partenza dono le 07,00 del mattino, ospite di una famiglia locale, trovata grazie a un ragazzo che gestiva un market», ha esordito. «Ci siamo lasciati quando ero in partenza da Mink-Kush. Mink-Kush è stato un villaggio durante l’epopea sovietica molto ricco, di circa 20.000 abitanti, grazie ad alcune fabbriche per l’estrazione mineraria; oggi appare semiabbandonato e con una popolazione poco più di 1.500 abitanti. Pochi e poco forniti market e tanta desolazione. Al mio arrivo ho destato molta curiosità, alcuni abitanti si sono avvicinati, senza che io capissi le loro parole. Ci siamo dati delle strette di mano molto… ferree. Lo stesso è accaduto con dei bambini che giocavano in strada, alla mia vista immediatamente si sono avvicinati, osservavano e toccavano la bici, poi, uno ad uno mi hanno stretto la mano. Ho con me tante caramelle e gliele ho offerte, erano contentissimi. Ho ripreso la sterrata in direzione Sud, la giornata ancora calda e soleggiata. Sudato e pieno di polvere, ho trovato un meraviglioso posto per trascorrere la notte nei pressi di un fiume. Montata la tenda, sono andato a lavarmi nelle gelidi acque, troppo bello e rigenerante, sono stato immerso nell’acqua, uscivo e poi rientravo. Meraviglioso!! Durante la notte si è scatenato un violento temporale che mi ha messo apprensione. Nonostante avessi montato il campo a una decina di metri rialzato dallo scorrere del fiume, dopo circa un’ora sono uscito con la frontale a monitorare il fiume. L’acqua era solo diventata torbida, livello del fiume non si era alzato. Mi sono molto tranquillizzato e sono rientrato in tenda. Poi è tornata una bella stellata. Ieri ho percorso una strada di montagna fantastica per i paesaggi, ad una quota altimetrica di virca 1.400 metri. Il percorso molto impegnativo, per dei continui sali e scendi spezzagambe. Dicevo della strada, e delle profonde gole e vallate scavate nel corso del tempo dalle impetuose acque del fiume Kokomeren. Dall’alto osservavo attonito lo spettacolo della natura. Poi ad un certo punto della valle, altra sorpresa; ho percepito un forte fragore delle acque, perche il Kokomeren confluiva con le acque torbidissime e travolgenti del fiume Naryn. Anche la strada percorsa si infilava tra alte pareti di roccia instabile, il più delle volte pedalavo con lo sguardo verso l’alto. Ho incontrato tante piccole frane, con pietre finite sulla carreggiata. Poi, l’arrivo a Kazarman. Il Kirghizistan, almeno questa parte di territorio che sto attraversando è davvero davvero suggestivo e montagnoso. Poi ci sono loro; la gente kirghisa, accoglienti, predisposti all’aiuto, curiosi e sempre sorridenti e pronti al primo gesto; una stretta di mano molto energica, anche se ci si solo incontra. Questa loro bontà non mi sorprende, avendoli già conosciuti sulle strade della Kolyma, in Siberia».

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