SORA – Consiglio comunale ragazzi: De Donatis replica a Di Stefano

Dichiarazione del Sindaco in risposta al consigliere della Lega.

In merito al comunicato stampa diffuso ieri dal consigliere comunale Luca Di Stefano, sulla vicenda del Consiglio comunale dei ragazzi (clicca qui), riceviamo e pubblichiamo le seguenti dichiarazioni del Sindaco .

“Spiace che la questione sia stata impostata sotto l’aspetto demagogico e polemico. Il Consiglio Comunale dei Ragazzi, di cui parla il consigliere Di Stefano nella sua nota stampa odierna, venne istituito nel 2002 e, come da regolamento approvato dal Consiglio “dei grandi”, prevedeva la partecipazione di bambini più che ragazzi, in quanto l’età era compresa tra i 9 ed i 14 anni, ovvero in una fase che va dall’infanzia alla preadolescenza. La Legge, difatti, prevede che debbano essere due le tipologie di partecipazione giovanile alla vita amministrativa: il consiglio comunale dei ragazzi, dai 9 ai 15 anni, e quello dei giovani, dai 15 ai 25 anni.

A detta di alcuni consiglieri in carica ai tempi del Governo Ganino, l’iniziativa del 2002 dimostrò l’esistenza di una serie di problemi dipendenti dal fatto che in quella fascia di età non si ha ancora, e sarebbe grave il contrario, un’adeguata conoscenza del panorama istituzionale, ma soprattutto consapevolezza del peso di un ruolo amministrativo e dell’impegno con cui esso va esercitato. Va da sé che il discorso cambia radicalmente non appena i ragazzi entrano nella fase adolescenziale: non a caso, l’interesse per la politica attiva sboccia sovente tra gli studenti delle scuole secondarie, già adeguatamente forgiati dagli otto anni trascorsi in primaria, ovvero pronti per diventare adulti ed affontare, ove ci sia l’interesse di dedicarsi alla politica, tutte quelle questioni che solitamente infiammano l’agorà cittadina e non solo.

Proprio in virtù di tale certezza, e allo scopo di fare esattamente ciò che propone Di Stefano, ovvero stimolare la partecipazione dei giovani alla vita amministrativa, abbiamo formalizzato il più concreto passo in avanti degli ultimi 20 anni e forse anche più, inserendo, nel testo che regola l’istituzione dei comitati di quartiere, la possibilià di partecipazione ai giovani a partire da 16 anni. Ne deriva, in modo molto chiaro, che questa amministrazione non è assolutamente “contro i giovani” come scrive Di Stefano, ma è l’esatto contrario, ovvero aperta il più possibile alla partecipazione dei ragazzi, non “giocando” alla politica ma attraverso strumenti che siano davvero in grado di responsabilizzarli, come i comitati di quartiere”.

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